Lettera aperta all’investitore

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Parlo a te, che stai iniziando o hai iniziato ad approcciare il mondo della finanza come trader o come semplice risparmiatore.

Inizio questa lettera aperta con un monito. Lo so, non è molto elegante ma sono convinto che per imparare, cresce ed evitare errori sanguinosi negli investimenti, capire subito cosa NON FARE sia infinitamente più importante che imparare a fare.

Mediamente chi investe è poco profittevole o addirittura perdente ma nonostante questo (o forse proprio a causa di questo) considera fattibili e credibili performance stratosferiche che taluni millantano replicabili e costanti nel tempo.

Purtroppo a nulla serve la semplice constatazione che anche il miglior fondo del mondo non supera con costanza nel lungo periodo il 20% di guadagno annuo sul capitale investito. L’unico modo per superare tali percentuali sarebbe una gestione “allegra” del rischio (vedi “leva finanziaria”); ma davvero riteniamo con un tale grado elevato di pericolosità di non incappare nel tempo in qualche brutto incidente?

Il colpo da maestro può accadere certo, ma non è davvero ciò che debba cercare chi voglia cimentarsi nel trading o semplicemente nella gestione autonoma dei propri capitali.

Un piccolo aneddoto: in uno dei vari incontri con gli investitori Warren Buffett spiegò come Coca Cola gli avesse fruttato una discreta fetta del suo ingente patrimonio. Al che il moderatore chiese al pubblico quanti avessero o avessero comunque detenuto tale titolo nei loro portafogli. Come ovvio una discreta fetta di pubblico alzò la mano. Alla seconda domanda ovvero quanti avessero raddoppiato nel tempo il capitale investito su Coca Cola pochi se non nessuno alzò di nuovo la mano.

Questo vuol dire solo una cosa: non ci sono trucchi magici per fare soldi in borsa ma solo la sapiente gestione del tempo e del money management.

Ecco, il tempo. Nessuno può comprarlo e scorre inesorabile tanto da essere considerato come un tiranno che limita le nostre possibilità di scelte perchè ci relega all’interno di un corridoio che non può essere dilatato o allungato. Ma il tempo può essere il miglior amico dell’investitore in molti modi diversi. Ogni investimento matura nel tempo e fa lavorare quel meraviglioso alleato che è l’interesse composto. Accumula, moltiplica e consolida il nostro capitale economico.

Ma è essenziale almeno per altri due motivi: ci dona esperienza e ci fornisce un valido strumento per investire al meglio (se parliamo di trading di brevissimo addirittura diventa strumento esiziale).

L’esperienza

Ho capito con gli anni che nonostante i decenni passati a respirare l’aria (a volte fresca e frizzantina a volte pesantuccia come l’alito post bagna cauda) dei mercati finanziari si ha sempre da imparare e si ha sempre l’esigenza di evolvere e aggiornarsi perchè le regole mutano e ciò che prima sembrava scritto sulla pietra d’un tratto pare un errore della storia e se l’investitore non coglie tali cambiamenti rischia l’estinzione o quanto meno pessime performance. Nonostante questo un pezzettino di “vissuto” ed esperienza si aggiunge ad un altro precedente, costruendo un piccolo bagaglio di cose tra cui quella che molti chiamano “sensibilità”. Qualcosa che diventa abilità nel fare la scelta migliore di un altro o di salvare posizioni prima di un tracollo che ci appariva come per magia “palese”. Palese perchè abbiamo il nostro prezioso bagaglio!

Badate bene quel bagaglio non si impara da un corso online o da un libro o da master prezzolato no, no. Si impara sudando, applicando studi o intuizioni, passando indenni, o comunque con acciacchi non mortali crisi come il 1987, la bolla tech del 2001, i subprime del 2008, la crisi del debito del 2011, la pandemia del 2020 e così via di crisi in crisi più o meno gravi, più o meno pesanti per il nostro portafoglio.

Il tempo ci fortifica e ci dona quella “sicurezza” nei propri mezzi che non possiamo trovare fuori da noi stessi.

Lo strumento essenziale

Ho imparato nelle infinite ore davanti ai monitor che il “trading” non è fare ma primariamente è non fare. L’attesa, derivata prima del tempo crea per l’investitore quell’evento essenziale che è l’opportunità. Il vero segreto per chi ha risultati in finanza è attendere pazientemente l’opportunità di agire. E dopo aver preso le proprie posizioni ci vuole la pazienza di lasciar maturare il portafoglio e la consapevolezza necessaria per la gestione.

Tante parole “pesanti” da digerire e da far sedimentare sono state spese in questa mia breve lettera a te, che stai inziando o già percorri l’affascinante sentiero dell’investitore consapevole: pazienza, esperienza, conoscenza, consapevolezza.

80% testa 20% tecnica

Chi inizia ad operare in modo più o meno professionale nel campo degli investimenti deve sapere subito una cosa: 1000 giorni di simulazioni non fanno un ora di trading reale. Perchè?

Perchè il coinvolgimento emotivo nel maneggiare il vil denaro è sempre molto elevato. Ne consegue che il corretto mindset fa l’80 percento del successo dell’investitore che vuol tentare di battere il maledetto benchmark.

Sono sempre stato convinto intimamente che i percorsi formativi sulla finanza personale siano sbagliati fin dalle fondamenta. Tutti fanno un gran parlare di tecnica, come distribuire i fondi, come decidere come, quando, dove investire….analisi tecnica, analisi fondamentale, analisi ciclica, analisi chenesò! Ma il lato psicologico viene relegato al fondo del percorso formativo se non addirittura categorizzato come “fuffa esoterica”. Invece dovrebbe essere il contrario. Essendo preponderante l’approccio mentale, si dovrebbe cominciare da quello e poi e solo poi dedicarsi allo studio degli strumenti.

D’altra parte lo sappiamo il mercato si muove non tanto al ritmo di dati macroeconomici ma in un’altalena di Euforia e Paura che si proiettano nel tempo influenzando continuamente le decisioni di grandi e piccoli operatori.

Mi fermo qui. Molto altro ci sarebbe da dire ma penso e spero di aver dato materiale su cui ragionare e da metabolizzare!

Buona continuazione


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