I Dividendi Azionari

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I dividendi azionari sono un aspetto degli investimenti in azioni che ogni investitore dovrebbe comprendere. In termini semplici, un dividendo è una quota di profitto di un’azienda distribuita ai suoi azionisti.

Questi pagamenti, che possono variare molto tra diverse aziende e settori, possono fornire un flusso di reddito regolare e stabile particolarmente attraente per gli investitori a lungo termine.

I dividendi sono una componente chiave della strategia di investimento di molti investitori per 3 motivi:

  1. forniscono un flusso di reddito che può essere speso o reinvestito nel titolo stesso per generare interessi composti.
  2. possono fornire una certa protezione in periodi di volatilità del mercato, poiché le aziende che pagano dividendi tendono ad essere più stabili e meno suscettibili a forti fluttuazioni di prezzo. Reinvestendo il dividendo si “media” il prezzo abbassando il valore medio di carico del titolo in portafoglio
  3. i dividendi possono rappresentare una fonte significativa di rendimento anche in periodi di bassa crescita dei prezzi delle azioni.

La Scelta di distribuire il Dividendo

Non tutte le aziende pagano dividendi. Alcune aziende, in particolare quelle in fase di crescita o in settori ad alta intensità di capitale, possono decidere di reinvestire i loro utili nell’azienda piuttosto che distribuirli agli azionisti. Al contrario, le aziende mature e stabili con flussi di cassa prevedibili tendono ad offrire dividendi più generosi.

Il rendimento dei dividendi

Il rendimento dei dividendi è una metrica chiave che misura il rapporto tra l’importo del dividendo annuale e il prezzo corrente dell’azione. Questo può essere un buon indicatore della generosità dei dividendi di un’azienda, ma non dovrebbe essere l’unico fattore preso in considerazione. Ad esempio, un rendimento dei dividendi elevato potrebbe essere il risultato di un calo del prezzo delle azioni, piuttosto che di dividendi particolarmente generosi.

L’analisi dei dividendi la puoi fare con una serie di metriche che possono aiutarti a capire la sostenibilità e la generosità dei dividendi di un’azienda. Ecco alcune delle metriche fondamentali:

  1. Rendimento dei dividendi: Questo è il rapporto tra l’importo del dividendo annuale e il prezzo corrente dell’azione. Può darti un’idea di quanto stai guadagnando in dividendi rispetto al costo delle tue azioni.
  2. Payout ratio (rapporto di distribuzione): Questo rapporto mostra quanto degli utili di un’azienda viene distribuito sotto forma di dividendi. Un rapporto di distribuzione molto alto potrebbe suggerire che un’azienda sta restituendo molti dei suoi utili agli azionisti, ma potrebbe anche indicare che l’azienda ha poco spazio per investire nella crescita futura.
  3. Crescita dei dividendi: Questo mostra quanto l’azienda ha aumentato i suoi dividendi nel corso del tempo. Una crescita costante dei dividendi può essere un segno che l’azienda è stabile e in grado di generare utili costantemente.
  4. Debito/Capitale Proprio (Debt/Equity Ratio): Questa metrica può indicare quanto l’azienda è indebitata. Un rapporto elevato può suggerire che l’azienda ha molto debito, il che potrebbe mettere a rischio futuri pagamenti di dividendi.
  5. Free Cash Flow: Il flusso di cassa rappresenta la quantità di denaro che un’azienda ha a disposizione per pagare i dividendi dopo aver coperto tutte le sue spese e investimenti. Una società con un forte flusso di cassa è più propensa a mantenere o aumentare i dividendi.

Ricorda che queste metriche non dovrebbero essere utilizzate isolate, ma piuttosto in combinazione tra loro. Ogni azienda è unica e ciò che funziona per una potrebbe non funzionare per un’altra. Sempre importante fare una ricerca accurata e approfondita prima di prendere una decisione di investimento.

Che differenza c’è tra utili e dividendi?

“Utili” e “dividendi” sono due concetti strettamente correlati nel mondo degli affari e degli investimenti, ma rappresentano due cose diverse.

  1. Utili: Gli utili di un’azienda, noti anche come utili netti o profitti, rappresentano la somma di denaro che un’azienda ha guadagnato durante un certo periodo, dopo aver pagato tutte le sue spese. Queste spese includono i costi dei beni venduti, i salari dei dipendenti, le spese generali e amministrative, l’ammortamento, le tasse e qualsiasi altra spesa che l’azienda ha sostenuto. Gli utili sono un indicatore chiave della salute finanziaria di un’azienda e del suo successo operativo.
  2. Dividendi: I dividendi sono una parte degli utili di un’azienda che vengono distribuiti ai suoi azionisti. Non tutte le aziende scelgono di distribuire i dividendi. Alcune, soprattutto quelle in fase di crescita, preferiscono reinvestire tutti i loro utili nell’azienda per finanziare espansioni, acquisizioni o ricerca e sviluppo. Altre aziende, in genere quelle più mature e stabili, scelgono di restituire una parte dei loro utili agli azionisti sotto forma di dividendi.

In sintesi, gli utili rappresentano il profitto totale che un’azienda ha realizzato, mentre i dividendi rappresentano la parte di quel profitto che viene distribuita ai detentori di azioni dell’azienda. La decisione su quanto degli utili distribuire come dividendi e quanto reinvestire nell’azienda è una delle decisioni strategiche chiave che i dirigenti di un’azienda devono prendere.

Quali azioni danno i migliori dividendi?

Le aziende che tendono a distribuire i dividendi più elevati sono spesso quelle mature e stabili, con flussi di cassa prevedibili e una storia di profitti costanti. Queste aziende spesso operano in settori come l’energia, le utility, i prodotti di consumo e le farmaceutiche.

Alcune delle aziende con i rendimenti dei dividendi più elevati sono spesso le società di investimento immobiliare, o REIT (Real Estate Investment Trusts), che per legge devono distribuire la maggior parte dei loro utili imponibili ai detentori di azioni.

Tuttavia, un rendimento del dividendo elevato non è sempre una cosa positiva. Può essere il risultato di un calo del prezzo delle azioni, che a sua volta può essere un segnale di problemi nell’azienda. Pertanto, è importante non basare le decisioni di investimento esclusivamente sul rendimento del dividendo.

Per semplificarci la vita i mercati USA hanno introdotto due categorie per raggruppare i migliori titoli da dividendo:

  • Dividend Aristocrats
  • Dividend Kings

Il termine Dividend Aristocrats riferisce a un esclusivo gruppo di aziende che hanno aumentato i loro dividendi per almeno 25 anni consecutivi. Queste aziende sono generalmente considerate stabili, affidabili e gestite in modo conservativo. Aziende come Procter & Gamble, Johnson & Johnson, tutte note per la loro lunga storia di incrementi dei dividendi.

I “Dividend Kings” invece riferiscono ad un’ancora più esclusiva lista di aziende che hanno aumentato i loro dividendi per almeno 50 anni consecutivi. Simili ai Dividend Aristocrats, i Dividend Kings sono visti come particolarmente affidabili e stabili.

Tuttavia, dato che il criterio per diventare un Dividend King è molto rigido, ci sono molto meno Dividend Kings rispetto ai primi.

Alcuni esempi di Dividend Kings: Coca-Cola, Procter & Gamble e 3M, tutte società che hanno una lunga storia di incrementi dei dividendi.

Ricorda, inoltre, che il pagamento dei dividendi non è garantito. Anche le aziende con una lunga storia di pagamenti di dividendi possono ridurre o eliminare il loro dividendo se incontrano difficoltà finanziarie.

Quando danno i dividendi le azioni?

Il diritto a ricevere un dividendo da parte di un’azienda dipende da due date chiave: il giorno di stacco, noto anche come “ex-dividend date”, e il giorno di godimento.

  1. Giorno di Stacco (Ex-Dividend Date): Questa è la data entro la quale devi possedere un’azione per avere diritto al dividendo. Se acquisti azioni il giorno di stacco o successivamente, non avrai diritto al dividendo.
  2. Giorno di Godimento: È la data di riferimento per l’attribuzione del diritto al dividendo. Solo chi risulta titolare delle azioni alla chiusura di questa giornata ha diritto a percepire i dividendi. È di solito qualche giorno prima del giorno di stacco.

Ad esempio, se il giorno di godimento è il 1° aprile e il giorno di stacco è il 3 aprile, devi possedere l’azione alla fine del 1° aprile per avere diritto al dividendo. Se vendi l’azione il 2 aprile, avrai ancora diritto al dividendo, anche se non possiedi più l’azione il 3 aprile.

Ricorda che queste date sono specifiche per ogni azienda e per ogni dividendo, e vengono di solito annunciate quando l’azienda dichiara il dividendo. Le informazioni sul giorno di stacco e sul giorno di godimento dovrebbero essere facilmente disponibili sul sito web dell’azienda o su siti di informazioni finanziarie.

Quanto si paga di tasse sui dividendi?

Nella maggior parte dei paesi, i dividendi azionari sono considerati reddito imponibile e quindi soggetti a tassazione. Le regole specifiche sulla tassazione dei dividendi possono variare da paese a paese, e a volte anche in base al tipo di investitore (ad esempio, individuo, società, fondo pensione, ecc.).

In Italia, ad esempio, i dividendi sono soggetti a una ritenuta alla fonte del 26%. Questo significa che il 26% dell’importo dei dividendi viene trattenuto come imposta prima che tu riceva i tuoi dividendi.

La doppia tassazione sui Dividendi

Quando si investe in titoli stranieri, come quelli negli Stati Uniti, un’importante questione fiscale che si può incontrare è la doppia imposizione. Questo può accadere quando due paesi diversi impongono una tassa sullo stesso reddito. In questo caso, il reddito da dividendi.

Gli Stati Uniti, ad esempio, impongono una ritenuta alla fonte del 30% sui dividendi pagati a non residenti. Tuttavia, in virtù del trattato contro la doppia imposizione tra gli Stati Uniti e l’Italia, questa ritenuta può essere ridotta al 15%.

L’Italia, a sua volta, tassa i dividendi al tasso standard del 26%. Fortunatamente, per evitare la doppia tassazione, l’Italia consente di dedurre dalla base imponibile l’imposta pagata all’estero fino all’importo dell’imposta italiana dovuta sullo stesso reddito. Ciò significa che l’imposta estera viene detratta da quella che dovresti a livello nazionale.

Per esempio, se ricevi 100 euro di dividendi da un’azienda americana, l’azienda stessa tratterrà 15 euro (15% di 100). In Italia, dovresti 26 euro di tasse (26% di 100), ma dato che hai già pagato 15 euro di tasse negli Stati Uniti, dovrai pagare solo 11 euro aggiuntivi in Italia.

È importante ricordare che queste informazioni possono variare in base alle leggi fiscali attuali e che è sempre una buona idea consultare un consulente fiscale o un professionista qualificato per capire come la tassazione dei dividendi si applica al tuo caso specifico.

Conclusioni

I dividendi azionari sono una componente importante della strategia di investimento complessiva. Essi offrono la possibilità di generare reddito, proteggere contro la volatilità del mercato e contribuire in modo significativo al rendimento totale dell’investimento. Tuttavia, come con ogni decisione di investimento, è essenziale fare le proprie ricerche e considerare attentamente la propria tolleranza al rischio e gli obiettivi di investimento a lungo termine.


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